Tra poco più di un mese il pianeta festeggerà la diciassettesima Giornata mondiale delle popolazioni indigene. Il 9 agosto prossimo, sarà l’occasione per ricordarsi di problemi ignorati nella vita quotidiana, ma che riguardano tutti e non sono unicamente legati al diritto dei popoli.
C’è infatti un legame tra il rispetto di etnie legate ad uno stile di vita agli antipodi di quello metropolitano e la questione dell’ambiente. Riguardo agli indigeni infatti, come ha affermato il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, va tenuta presente «la speciale opera di tutela che prestano rispetto a questioni ambientali e cambiamento climatico».
La profonda conoscenza tradizionale accumulata da cui queste popolazioni le aiuta a rispondere efficacemente ai disastri ambientali. E solo in tempi recenti si sta affermando questa consapevolezza da parte della comunità internazionale, unita a quella della necessità di rispettare le istanze degli indigeni. La cui presenza non è affatto limitata: esistono più di 370 milioni di indigeni in 90 nazioni del mondo (fonte: Volint).
Spesso le loro condizioni di vita sono di povertà e miseria a causa delle violazione del loro diritto ad una esistenza dignitosa. E negli scenari futuri per la sostenibilità e uno sviluppo economico equo e dignitoso dei popoli della Terra un ripensamento del ruolo delle istituzioni internazionali rispetto a queste problematiche appare indispensabile.
Foto: Elido Turco – Gigi
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