Mentre Roma attende la manifestazione del 20 marzo per la tutela di beni comuni, biodiversità e clima, per la democrazia partecipativa, ma soprattutto per la ripubblicizzazione dell’acqua, Parigi rimunicipalizza l’acqua potabile. La capitale francese ha deciso di non riconfermare i contratti con i privati Veolia e Suez.
Negli anni Ottanta anche la Francia ha sperimentato una serie di privatizzazioni, tra queste anche la gestione dell’acqua e ancora oggi in gran parte dei comuni francesi l’acqua è gestita da privati.
A Parigi era stato Jacques Chirac nel 1984 sindaco della capitale, a privatizzare la distribuzione dell’acqua. Due giganti privati della distribuzione si erano divisi la città: Veolia per la rive droite, Suez per la rive gauche. Il comune aveva conservato una presenza al 70% nella società di produzione dell’acqua: Eau de Paris.
Il contratto però è scaduto a fine 2009 ed ora Parigi ha deciso che controllerà tutta la “filiera”, dalla produzione, ovvero della purificazione, alla distribuzione: una promessa elettorale del sindaco Betrand Delanoë. Con la municipalizzazione la città di Parigi ha calcolato che risparmierà circa 30 milioni di euro l’anno che saranno utilizzati per la manutenzione e i lavori di ammodernamento della rete idrica.
La decisione “emblematica” secondo le stesse parole dell’amministrazione vuole garantire «ai parigini un’acqua migliore a un miglior prezzo», si vogliono chiarire le responsabilità per un miglioramento del servizio e si vuole ottenere una semplificazione della gestione.
La Francia è uno dei Paesi dell’Unione europea dove il costo dell’acqua per gli utenti è più alto, ora questi ultimi chiedono di pagare di meno e in questa inversione di rotta Parigi non è una mosca bianca, una scelta analoga è già stata fatta da Grenoble, ma anche a Chambéry, a Clermont-Ferrand e Annecy: qui l’acqua è municipalizzata e i prezzi sono considerati “ragionevoli”. Inoltre in diverse città, come Bordeaux, si sta procedendo a una rinegoziazione dei contratti stipulati con i privati.
Sembra terminare così l’offensiva delle aziende private in Francia per accaparrarsi la gestione dei beni pubblici, ora sarà la volta dell’Italia o forse potremo imparare dalle esperienze altrui?
Foto: Zigar
2 Commenti to Parigi ci ripensa e ripubblicizza l’acqua
Trattinobasso: terremoto e Living Stories – Media Partecipativi
Febbraio 28th, 2010 at 17:54
[...] Altri argomenti trattati: The Iron Curtain Diaries, Associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, Urbanrail, Città in transizione, Parigi ci ripensa e ripubblicizza l’acqua [...]
Labdecr
Marzo 6th, 2010 at 14:55
Intervista alla consigliera Anne Le Strat, promotrice della rimunicipalizzazione dell’acqua a Parigi http://bit.ly/crWQGR